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Una calda mattinata di luglio

Roma – Ore 11 del 2 luglio, mentre il sole batteva sulla piazza di fronte all’ingresso del Ministero della Salute, Pro-choice Rete Italiana Contraccezione e Aborto insieme tante altre realtà associative ha portato alle rappresentanti del Ministero della Salute e dell‘Agenzia Italiana per il Farmaco (per una volta, tutte donne) le sue richieste a tutela della autodeterminazione e salute sessuale e riproduttiva: accesso gratuito ai mezzi contraccettivi e la rimozione di vincoli ingiustificati all’impiego dell’aborto farmacologico, cioè il limite di utilizzo a sette settimane e l’indicazione del ricovero ospedaliero durante la procedura.
Sulla piazza, decorata con cartelloni, palloncini, contraccettivi e confezioni di mifepristone e misoprostolo, si sono alternati interventi e canti. Intanto, la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, Tiziana Coccoluto, Vice-Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, Federica Zaino, Capo della Segreteria Particolare del Ministro della Salute presso il Ministero della Salute e Giuseppa Pistritto, Dirigente dell’Ufficio Procedure Centralizzate dell’AIFA, hanno ricevuto una delegazione di manifestanti che ha consegnato loro le quasi 80 mila firme della petizione per la contraccezione gratuita e le prime 200 firme raccolte dalla petizione sull’accesso all’aborto farmacologico durante l’emergenza Covid.
Le rappresentanti di Ministero e Aifa hanno assicurato l’intenzione dei rispettivi enti di rivedere al più presto le linee guida per l’aborto farmacologico e di considerare con attenzione la questione della gratuità dei mezzi contraccettivi.
Ci aspettiamo ora che diano seguito alle parole con le azioni.

Incontro con le rappresentanti del Ministero e di Aifa

Foto della piazza

Foto di Lucia Re

Rassegna stampa

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IL canzoniere prochoice