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La Rete difende il diritto alla scelta, all’aborto sicuro e alla salute riproduttiva. Agisce per rimuovere gli ostacoli che ancora oggi vi sono in Italia.

Aggiornamenti

Non tornare indietro: molto più di 194! Video convegno

Non tornare indietro: molto più di 194! Video convegno

Non tornare indietro: molto più di 194! Convegno registrato a Roma venerdì 28 settembre 2018 Il video è sul sito di Radio Radicale http://www.radioradicale.it/scheda/552768/non-tornare-indietro-molto-piu-di-194 “Non tornare indietro: molto più di 194!”, Convegno...

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Aborto chirurgico o farmacologico? La scelta è della donna!

Le donne che chiedono di interrompere una gravidanza devono avere accesso alle tecniche più moderne, più rispettose della loro integrità fisica e psichica e meno rischiose. Lo prevede, da 40 anni, la legge 194. L’aborto farmacologico è una tecnica sicura ed economica, eppure è utilizzata solo nel 15,7% dei casi, perché una serie di condizioni ingiustificate ne limita l’impiego. Chiediamo che queste limitazioni vengano rimosse perché anche in Italia, come negli altri Paesi europei dove l’aborto è legale, le donne possano ricevere il trattamento più appropriato e conforme alla propria scelta. 
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Contraccezione gratuita e consapevole

La disponibilità di contraccettivi gratuiti, erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale, è condizione necessaria per assicurare il diritto alla procreazione responsabile, con ricadute importanti sulla salute delle donne. Nel nostro, a differenza di altri Paesi europei, come la Francia, il Belgio e la Germania, la contraccezione è interamente a carico delle cittadine e dei cittadini, salvo rare iniziative locali.

La petizione è promossa dal Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole, con un documento che propone soluzioni concrete in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per superare l’arretratezza dell’Italia su questo fronte.

Contributi dalla rete

Iniziative della rete

Petizione sulla contraccezione gratuita e responsabile

Chiediamo la disponibilità di contraccettivi gratuiti, erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale,

Riteniamo che l’accesso alla contraccezione sia condizione necessaria per assicurare il diritto alla procreazione responsabile, con ricadute importanti sulla salute delle donne. Nel nostro, a differenza di altri Paesi europei, come la Francia, il Belgio e la Germania, la contraccezione è interamente a carico delle cittadine e dei cittadini, salvo rare iniziative locali.

La petizione è promossa dal Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole, che è confluito nella rete Pro-choice, con un documento che propone soluzioni concrete in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per superare l’arretratezza dell’Italia su questo fronte.

Aborto chirurgico o farmacologico? La scelta è della donna!

Chiediamo che le limitazioni alla Ru486 vengano rimosse perché anche in Italia, come negli altri Paesi europei dove l’aborto è legale, le donne possano ricevere il trattamento più appropriato e conforme alla propria scelta. Le donne che chiedono di interrompere una gravidanza devono avere accesso alle tecniche più moderne, più rispettose della loro integrità fisica e psichica e meno rischiose. Lo prevede, da 40 anni, la legge 194. L’aborto farmacologico è una tecnica sicura ed economica, eppure è utilizzata solo nel 15,7% dei casi, perché una serie di condizioni ingiustificate ne limita l’impiego.

Comunicati stampa