Seleziona una pagina

ABORTO SICURO E CONTRACCEZIONE GRATUITA PER TUTT*!

2 luglio 2020 ore 11.00

Presidio al Ministero della salute, Piazza Castellani (Lungotevere Ripa), ROMA

Pro-choice, rete italiana contraccezione e aborto, promuove un presidio per sollecitare le istituzioni preposte a prendere provvedimenti nel rispetto dei diritti sessuali e riproduttivi, che sono diritti umani, e nel rispetto della legge 194/78 (art. 15) che prevede il ricorso alle tecniche più efficaci e aggiornate. L’ospedalizzazione di tre giorni e il limite per la somministrazione fissato a 7 settimane dall’inizio dell’ultima mestruazione, previsti dalle linee di indirizzo nazionali, sono condizioni restrittive che, unite alla carenza di formazione per il personale sanitario e all’inerzia organizzativa delle Regioni e degli ospedali, rendono l’aborto farmacologico ancora inaccessibile per troppe donne. In Italia il ricorso all’aborto farmacologico è fermo in media al 20,8% e in molte Regioni non arriva neanche al 10%, con una estrema variabilità da Regione a Regione. 

È chiamato in causa il Ministero della salute, che deve aggiornare le linee di indirizzo, datate 2010. 

È chiamato in causa il Consiglio superiore di sanità, lo stesso organo che nel 2010 prescrisse il ricovero ospedaliero di tre giorni per la somministrazione dei farmaci imponendo una procedura costosa per il Servizio sanitario nazionale, inutile dal punto di vista della tutela della salute, sgradita e di ostacolo per la maggioranza delle donne (tanto che, di fatto, i casi con ricovero per 3 giorni sono solo l’1,8% di tutte le IVG). 

È chiamata in causa l’Agenzia italiana del farmaco, Aifa, che nel 2009 impose la somministrazione fino a 7 settimane, quando l’Agenzia europea del farmaco la autorizzava fino a 9, così come è scritto nella scheda tecnica. Oggi, quando l’evidenza clinica dimostra che la somministrazione fino a 70 giorni (come negli USA-FDA)  non è problematica, questo limite, ideologico e non medico, deve cadere. Sono chiamate in causa le Regioni, visto che alcune sono state in grado di facilitare la procedura e altre si ostinano a non farlo.

In particolare, questi sono i punti su cui le istituzioni di cui sopra sono chiamate a porre rimedio urgentemente:

  • spostare il limite del trattamento a 9 settimane;
  • eliminare la raccomandazione del ricovero in regime ordinario dal momento della somministrazione del mifepristone al momento dell’espulsione;
  • introdurre anche il regime ambulatoriale che prevede un unico passaggio nell’ambulatorio ospedaliero o in consultorio, con l’assunzione del mifepristone, e la somministrazione a domicilio delle prostaglandine con la possibilità di essere seguite in telemedicina 24/24, procedura già in uso nella maggior parte dei Paesi europei;

La questione dell’aborto farmacologico fa parte di un tema ancora più grande, che è quello dei diritti riproduttivi e del disinteresse dei governi di ogni colore per la prevenzione e la medicina territoriale. I consultori pubblici sono stati devastati dalla mancanza di finanziamenti e nessun tipo di contraccettivo è neanche parzialmente rimborsato nella gran parte di Italia. Ed è proprio qui che ci aspetteremmo investimenti da parte di chi ci governa. 

Vogliamo l’aborto sicuro e garantito in tutte le regioni, in tutti i consultori, vogliamo  contraccezione gratuita e garantita in tutti i consultori!

Per adesioni: prochoice.rica@gmail.com

(Foto di Claudio Colotti)

COMUNICATO STAMPA


Adesioni

Aidos (Associazione italiana donne e sviluppo)
Amica (Associazione medici italiani contraccezione e aborto)
Campagna Aborto al sicuro
IPPFEN – International Planned Parenthood Federation European Network
Laiga (Libera associazione italiana ginecologi per applicazione legge 194)
Vita di donna

Amnesty international Italia
Associazione ginecologi ed ostetriche – Andria
Associazione Ipazia Liberedonne di Cesena
Associazione Luca Coscioni
Associazione Orlando
Associazione Terni Donne
Casa internazionale delle donne di Roma
Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli
Civiltà Laica Terni
Collettivo Giulio Maccacaro
Comitato Se Non Ora Quando? – Torino
Democrazia Atea
Donne del forum per il diritto alla salute
Donne e salute – Città metropolitana di Torino
D.i.Re Donne in rete contro la violenza
Fondazione Pangea – Rete Antiviolenza Reama
Il Melograno – Roma
Gruppo bicamerale pari opportunità M5S
IVG, ho abortito e sto benissimo
Le maestre ignoranti – Collettivo femminista e transfemminista – Lucca
MèDeA Ass. donne Perugia ( Madre è Donna ed Altro)
M5S Umbria
Non Una Di Meno
Non Una Di Meno – Firenze
Non Una Di Meno – Roma
Non Una Di Meno – Siena
Obiezione respinta
Ordine interprovinciale di Ostetrica/o di Bergamo Cremona Lodi Monza-Brianza
Partito della Rifondazione Comunista
Portale VediamociChiara
Possibile nazionale
Potere al popolo
Radicali Italiani
Radicali Roma
Rebel network
RU 2020 Rete Umbra x la autodeterminazione
S.CO.S.S.E. Associazione di promozione sociale
SMIC Società medici italiani Contraccezione
Uaar – Unione atei agnostici razionalisti
Unione donne italiane