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Aborto. Al San Camillo di Roma un congresso di formazione e discussione nella Giornata mondiale dell’aborto sicuro

Comunicato stampa

Roma, 20 settembre 2019. Nella Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro, il prossimo 28 settembre, l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini ospita un congresso scientifico di formazione e discussione per affrontare il tema dell’aborto a trecentosessanta gradi: dalla prevenzione, alle pratiche mediche, allo stigma sociale, alla formazione del personale.

Il Congresso, ad ingresso libero e con crediti ECM, è organizzato con il patrocinio di Pro-choice Rete Italiana Contraccezione Aborto, dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), dell’Associazione Ginecologi Territoriali (AGITE), della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), dell’Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto (AMICA) e della Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della legge 194/78 (LAIGA).

Per il Congresso è stata scelta la data 28 settembre, in cui viene celebrata la Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro. Si vuole evidenziare che l’accesso universale e gratuito all’interruzione volontaria di gravidanza in condizioni di sicurezza, che il nostro Paese ha fatto propria nel 1978 con l’entrata in vigore della legge 194, è una conquista di civiltà che non possiamo dare per scontata, che dobbiamo difendere ogni giorno da chi vorrebbe fare passi indietro nella storia dei diritti umani e dai tanti ostacoli che interferiscono con la sua piena attuazione. 

L’obiezione di coscienza in Italia dilaga. In alcune Regioni tocca punte altissime: in Molise riguarda il 96,4% dei medici e il 71,9% degli anestesisti, in Basilicata l’88% dei ginecologi e il 71% degli anestesisti, nella Provincia di Bolzano l’85% dei ginecologi e il 63,3% degli anestesisti. Come conseguenza le liste d’attesa si allungano e tante donne sono costrette a viaggiare lontano da casa e affrontare disagi per ottenere il rispetto di quello che è un loro diritto legale. I giovani specializzandi spesso non vengono in contatto con la pratica dell’IVG medica e chirurgica nel loro processo di formazione. Difficile quindi che possano decidere di essere non obiettori, non sapendo di cosa si tratta realmente.

Manifestazioni e pubblicistica dei movimenti no-choice emergono come la punta dell’iceberg di uno diffusa cultura dello stigma, esercitato anche da operatori sanitari, che condiziona l’autodeterminazione della donna nelle sue scelte riproduttive.

Limiti burocratici e resistenze organizzative ostacolano l’adozione in tutto il Paese delle tecniche per l’interruzione di gravidanza più moderne e meno invasive, come l’aborto farmacologico, impiegato solo nel 17,8% delle IVG in Italia, con grandi differenze regionali, contro il 97% in Finlandia, il 93% in Svezia, il 75% in Svizzera, il 67% in Francia.

Su questi e altri aspetti si rifletterà a Roma il 28 settembre. “Il congresso sarà l’occasione per chiedere alle istituzioni un rinnovato impegno nel garantire l’assunzione di personale non obiettore in grado di assicurare il servizio nei presidi designati per l’applicazione della legge 194”, dice Giovanna Scassellati, responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Interruzioni Volontarie di Gravidanza dell’Ospedale San Camillo Forlanini, tra gli organizzatori della giornata.

Per informazioni sull’organizzazione e l’iscrizione al congresso:

Giovanna Scassellati                 giovannascassellati@gmail.com

Stefano Vitali                              dottstefanovitali@gmail.com

Responsabili dei contatti con la stampa di Pro-choice Rete Italiana Contraccezione Aborto:

Eleonora Cirant 349 2542205

Maria Cristina Valsecchi 348 3135734