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La Rete difende il diritto alla scelta, all’aborto sicuro e alla salute riproduttiva. Agisce per rimuovere gli ostacoli che ancora oggi vi sono in Italia.

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Aborto chirurgico o farmacologico? La scelta è della donna!

Le donne che chiedono di interrompere una gravidanza devono avere accesso alle tecniche più moderne, più rispettose della loro integrità fisica e psichica e meno rischiose. Lo prevede, da 40 anni, la legge 194. L’aborto farmacologico è una tecnica sicura ed economica, eppure è utilizzata solo nel 15,7% dei casi, perché una serie di condizioni ingiustificate ne limita l’impiego. Chiediamo che queste limitazioni vengano rimosse perché anche in Italia, come negli altri Paesi europei dove l’aborto è legale, le donne possano ricevere il trattamento più appropriato e conforme alla propria scelta. 
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Contraccezione gratuita e consapevole

La disponibilità di contraccettivi gratuiti, erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale, è condizione necessaria per assicurare il diritto alla procreazione responsabile, con ricadute importanti sulla salute delle donne. Nel nostro, a differenza di altri Paesi europei, come la Francia, il Belgio e la Germania, la contraccezione è interamente a carico delle cittadine e dei cittadini, salvo rare iniziative locali.

La petizione è promossa dal Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole, con un documento che propone soluzioni concrete in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per superare l’arretratezza dell’Italia su questo fronte.

Contributi dalla rete

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Iniziative della rete

Petizione sulla contraccezione gratuita e responsabile

Chiediamo la disponibilità di contraccettivi gratuiti, erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale,

Riteniamo che l’accesso alla contraccezione sia condizione necessaria per assicurare il diritto alla procreazione responsabile, con ricadute importanti sulla salute delle donne. Nel nostro, a differenza di altri Paesi europei, come la Francia, il Belgio e la Germania, la contraccezione è interamente a carico delle cittadine e dei cittadini, salvo rare iniziative locali.

La petizione è promossa dal Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole, che è confluito nella rete Pro-choice, con un documento che propone soluzioni concrete in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per superare l’arretratezza dell’Italia su questo fronte.

Aborto chirurgico o farmacologico? La scelta è della donna!

Chiediamo che le limitazioni alla Ru486 vengano rimosse perché anche in Italia, come negli altri Paesi europei dove l’aborto è legale, le donne possano ricevere il trattamento più appropriato e conforme alla propria scelta. Le donne che chiedono di interrompere una gravidanza devono avere accesso alle tecniche più moderne, più rispettose della loro integrità fisica e psichica e meno rischiose. Lo prevede, da 40 anni, la legge 194. L’aborto farmacologico è una tecnica sicura ed economica, eppure è utilizzata solo nel 15,7% dei casi, perché una serie di condizioni ingiustificate ne limita l’impiego.

Comunicati stampa