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“Contraccezione ormonale e depressione: non facciamo allarmismi, ma informiamo correttamente le donne”. Il commento di Pro-choice – rete italiana contraccezione e aborto sulla recente nota dell’Aifa che evidenzia la correlazione tra contraccettivi ormonali, depressione e suicidio.

Una recente nota informativa dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) viene rilanciata sui media con toni che rischiano di generare allarmismo e confusione. 

La nota dell’Aifa non è corredata da alcun riferimento bibliografico. La letteratura scientifica sull’argomento è limitata a pochi studi (1) da cui risulta che il maggior rischio di depressione per le donne che fanno uso di contraccettivi ormonali è pari a 2 su 10 mila e il maggior rischio di intenzione suicidiaria è pari a 3 su 10 mila.

“Sono numeri molto piccoli. È giusto tenerne conto nella scelta del metodo di controllo della fertilità più adatto a ogni persona, come si fa nella scelta di ogni farmaco: pesando rischi e benefici. Ma non c’è un allarme depressione o un allarme suicidi legato all’uso della contraccezione ormonale”, osserva Emilio Arisi, presidente della Società Medica Italiana per la Contraccezione, impegnato nella rete Pro-choice. “La nota dell’Aifa non quantifica il rischio e dunque si presta ad essere rilanciata dalla stampa con toni allarmistici, come in effetti è successo. Alcuni giornali hanno parlato, del tutto a sproposito, di pillole che spingono le donne al suicidio”.

È noto da tempo che gli ormoni contenuti nei contraccettivi possono avere un ruolo nella modulazione dell’umore, più o meno rilevante a seconda della sensibilità individuale. È necessario di volta in volta bilanciare questi possibili effetti indesiderati con i benefici dei contraccettivi ormonali, anche al di là del loro impiego per controllare la fertilità: regolarizzano le mestruazioni, limitano i flussi troppo abbondanti, attenuano la sindrome premestruale e riducono il rischio di tumore dell’endometrio e dell’ovaio (2). “Gli esiti dei contraccettivi vanno sempre valutati in rapporto al contesto – osserva Rosa Papa, Direttrice Unità operativa complessa Salute Donna ASLL Napoli 1 Centro, della rete Pro-choice – è cioè necessario fare riferimento anche dati di carattere socio-culturale. Mentre spesso accade che strumentalmente si vanno a verificare gli esiti di un contraccettivo in caso di assunzione e non tutti i problemi anche a distanza per il suo mancato utilizzo”.

Riferimenti bibliografici:

Nota Aifa: http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6602635.pdf

Association of Hormonal Contraception With Depression https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/fullarticle/2552796 

Association of Hormonal Contraception With Suicide Attempts and Suicides https://ajp.psychiatryonline.org/doi/10.1176/appi.ajp.2017.17060616

Raccomandazioni sull’utilizzo appropriato della contraccezione ormonale
https://www.aogoi.it/media/6380/8-contraccezione-ormonale-bozza-finale.pdf

Info: 

prochoice.rica@gmail.com