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Aborto farmacologico. Passi avanti in Lombardia e Umbria, ma non ci basta. Firma la petizione!

Aborto farmacologico: in Lombardia la giunta regionale toglie l’obbligo di ricovero ordinario e in Umbria emette una delibera perché in tutte le sedi che effettuano interruzione volontaria di gravidanza chirurgica sia offerta anche la metodica farmacologica

Un passo avanti positivo, ma non ci basta. Pro-choice, rete italiana contraccezione e aborto sull’aborto farmacologico chiede:

  • abolizione del ricovero ospedaliero ordinario in tutte le regioni
  • estensione della procedura farmacologica fino al 63° giorno di amenorrea (cioè fino alla nona settimana dall’inizio dell’ultima mestruazione; oggi è fino alla settima).
  • possibilità di eseguire la IVG farmacologica anche in regime ambulatoriale in regime ambulatoriale (come nel resto del mondo)

Firma la petizione

E’ l’Organizzazione mondiale della sanità a scrivere che tanto più si facilita l’accesso all’aborto volontario sicuro, tanto più si riduce il ricorso all’aborto clandestino.

Il ruolo della società civile nel muovere le istituzioni. In Umbria la giunta si è mossa in seguito ad una lettera aperta alla presidente della Regione, Catiuscia Marini, diffusa anche con il sostegno e l’adesione della rete Pro-choice RICA. In Lombardia, associazioni e collettivi si sono mobilitate per anni con presidi e volantinaggi, mentre la campagna più recente Abortoalsicuro promuove un disegno di legge regionale volto alla piena applicazione della legge 194.

Pro-choice RICA è una rete formata da operatori ed operatrici di ambito sanitario, antropologico, della formazione e dell’informazione. Chi siamo